sonic youth lyrics 

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  kim thurston lee steve
         
         

lyrics   

confusion is sex 1983 sst
  bad moon rising 1985 blast first
  made in usa 1986 rhino
  evol 1986 sst
  sister 1987 sst
  daydream nation 1988 dcg
  goo 1990 dcg
  dirty 1992 dcg
  experimental jetset, trash & no star 1994 dcg
  washing machine 1995 dcg
  a thousand leaves 1998 dcg
  nyc ghosts & flowers 2000 interscope
 
 
 

don't forget to close the door

 

 

that was then, this is now

 

due righe (!!!) che ho trovato sulla rete che raccontano un po' della loro storia...
(http://www.geocities.com/SunsetStrip/Birdland/3468/symain.html)

 

La storia dei Sonic Youth è una storia vissuta sulla corda tesa tra l'amore verso qualcosa di profondamente personale e la castrazione delle emozioni, in un universo che si stempera in cinica ironia, dove curiosamente solo le liriche di Ranaldo sanno di un passato/presente prodigo di immagini da immaginare, visioni da viaggiare, voli da volare. I suoi testi pulsano di vita reale dell'Amerika '80, non solo di alienazione urbana; vita, cioè, che raccoglie i segnali dalla strada a orizzonte aperto, come Moore e Gordon non sanno offrire con le parole. Si dice che ogni arte rifletta l'ambito sociale che la produce: per i Sonic Youth da New York la descrizione calza. Dopo l'esplosione commerciale del punk rock all'inizio degli anni '90, anche i Sonic Youth hanno iniziato a riflettere ambientazioni diverse, senza progredire molto sotto il profilo letterario ma trovando in una forma di pop trasversale il senso della propria esistenza dopo la conquista del "potere". L'ultimo album "A thousand leaves" si discosta quasi del tutto dalla produzione '90s della band, ma di questo ci occuperemo più tardi...

Per i Sonic Youth, mai del tutto accettati dal punk e certamente rigettati dal mondo discografico ufficiale, un destino strano: adorati da quasi tutti i gruppi che in un paio di stagioni hanno raccolto fama e gloria, restano per molti appassionati rock un oggetto misterioso... Mentre nella New York del 1976 il punk rock è prepotentemente esploso con tutta la sua violenza e nei locali di tendenza è ormai consuetudine assistere ai concerti di Ramones, Television, Blondie, Richard Hell & the Voivoids, nei circoli culturali e art della "grande mela" si agita un'onda musicale rumorosa, veloce, realmente anarchica. E' la  no wave , così chiamata per la sua estremistica energia negativa in contrasto con la più moderata new wave. L'onda ribelle attira l'attenzione di Brian Eno che, subito dopo le strepitose collaborazioni berlinesi col "Duca Bianco" Bowie (gli album "Low", "Heroes") e poco prima prima di quelle newyorkesi con i Talking Heads, produce un'antologia dedicata a quella scena, "No New York". Vi sono compresi quattro gruppi dell'East village: DNA (con Arto Lindsay), Teenage Jesus asn The Jerks (con Lydia Lunch), Contorsions e Mars. Glenn Branca è uno dei personaggi fondamentali di quel panorama. Le performances dei gruppi da lui diretti sono provocazioni tra le più estreme di quella realtà dispersa tra i lofts  di Manhattan. Attivo fin dalla metà del decennio, dal 1979 Branca inizia a scrivere lavori esclusivamente strumentali, con telluriche performances, in cui sfoggia serie di chitarre elettriche, accordate in maniera non canonica ed a volume particolarmente alto. E' un noise rock dissonante e distorto, che viene prima di tutti e segna un eccitante punto di contatto fra scena d'avanguardia e pop della East coast. Altre peculiarità degli ensemble di Branca sono la ripida alternanza di chitarre (spesso distrutte in scena al culmine di una sorta di catartica trance) e di chitarristi (che, relegati ad un ruolo oscuro, preferiscono dedicarsi a generi più gratificanti).  In questo via vai di musicisti e di incontri, Branca finisce col reclutare un giovane chitarrista da poco stobilitosi in città, Lee Ranaldo. Branca ha il suo bel da fare nel cercare spazi in cui esibirsi e ancor più difficile è convincere qualcuno a pubblicare le sue incisioni. Ciò avviene nel 1980 tramite la 99 Records, etichetta indipendente nata grazie all'intraprendenza di un proprietario di un negozio di dischi per collezionisti. L'EP "Lesson n.1" e l'LP "Ascensione" sono le prime pubblicazioni in cui compare un futuro membro dei Sonic Youth.

Lee Ranaldo (3 Febbraio 1956) è un ragazzo di provincia (Long Island) cresciuto con i dischi dei Rolling Stones, Beatles, Kinks, Cream, Led Zeppelin, innamorato della chitarra, in particolare della accordature "aperte" di Crosby, Stills & Nash, Neil Young, Joni Mitchell e Greatful Dead. Negli ultimi anni si è gettato a capofitto nella musica di Talking heads, Elvis Costello e Television. Formato il suo primo gruppo, Fluks (poi Flucts), si trasferisce a Brooklyn in uno squallido loft che diventa casa, dormitorio, sala prove e sala concerto. Per uno strano giro di conoscenze entra a far parte del gruppo di Branca, con il quale sperimenta una bizarra vita in tour.

Kim Gordon (nata nel 1953 a Los Angeles, dove è cresciuta) decide, dopo qualche tentativo poco convinto di carriera universitaria a Toronto, di seguire l'istinto e soddisfare i propri impulsi creativi. Frequenta così (nell'ordine) una scuola d'arte, una di danza moderna e si convince di voler suonare uno strumento. Pian piano, seguendo i dettami di Andy Warhol, Kim comincia ad interessarsi al rock. Si trasferisce stabilmente a New York, vedendo in quella metropoli il luogo in cui l'energia claustrofobica e la grande concentrazione i artisti meglio si addicono alle sue ibride velleità creative.. Tuffatasi nel SoHo artistica dei primi '80s - in cui arti figurative, letterali e musicali si fondono in modo più o meno omogeneo - perde presto interesse nei circoli elitari e corrotti delle gallerie d'arte, in cui per altro spesso si esibiscono gli esponenti della no wave e dove conosce Ranaldo, nel corso di un'esibizione del gruppo di Branca. Rimane comunque affascinata dalla scena musicale e forma un gruppo con due amiche denominato CKM (le iniziali dei tre nomi), in cui suona la chitarra. Una sera assiste ad un concerto dei Coachman e rimane subito colpita dal "lungo" chitarrista del gruppo Thurston Moore, all'epoca ventitreenne, di cinque anni più giovane di lei.

Da giovanissimo Thurston Moore (nato il 25 Luglio 1958 a Bethel, Connecticut) aveva cominciato a far rapide incursioni newyorchesi con gli amici per assistere ai concerti dei gruppi che più amava e che solo i locali di tendenza della grande città potevano offrire: Ramones, Blondie, John Cale (ex-membro del suo gruppo preferito I Velvet Underground), Television, Patti Smith. Quando un amico lo aveva invitato ad unirsi come bassista a un gruppo di punk rock, i Coachman, aveva deciso di trasferirsi nella grande mela. I Coachman seguono la trafila di ogni altra piccola formazione newyorchese del periodo: esibizione in qualche loft, defezioni e sostituzioni (che permettono a Moore di tornare alla chitarra ed abbozzare qualche canzone), vita da squattrinati e, anche, qualche apparizione al prestigioso CBGB's ed al non meno mitico Max's Kansas City. Più frequentemente il gruppo finisce con l'esibirsi nei loft-parties, in casa di artisti o in angustio bar d'avanguardia. In qualche occasione capita anche che Coachman e Flucts appaiano nello stesso cartellone. Così nel 1980 Moore e Ranaldo si conoscono. Thurston rimane folgorato dalle ronzanti performances dell'ensamble di Branca e, abbandonate le velleità punk dei Coachman, decide di cambiare rotta e di formare un trio in compagnia di un bassita e di una tastierista. I suoi maltrattamenti alla chitarra si integrano perfettamente con le parti degli altri due strumenti, sebbene la musica del gruppo non vada in alcuna particolare direzione. Dopo diversi avvicendamenti, la bassista Kim Gordon entra a far parte della band, ora denominata Arcadians e diventata nel frattempo un quartetto con il batterista Richard Edson.

Nel giugno 1981 Thurston Moore organizza il "Noise Festival", nove giorni di concerti al White Columns, un'angusta galleria d'arte. Il cartellone presenta una serie di artisti proto underground: Glenn Branca (nel cui gruppo milita Ranaldo), Rhys Chatham, Jeffrey Lahn, Dog eat dog, Built on Guilt (la band di Robert Longo), Rudolph Grey, Avant squires, Mofungo, Red decade, Robin Crutchfield's Dark Day, Ad hoc rock, Elliot Sharp's carbon, Smoking section, Chinese puzzle. E' uno dei più importanti eventi artistici del periodo. Per l'occasione Moore ribattezza la sua formazione SONIC YOUTH, un incrocio tra Big youth - artista reggae della fine dei 70s - e Soni's Rendezvous Band - il gruppo formato da Fred "Sonic" Smith dopo gli MC5 , tra il '77 ed il '79. Subito dopo il festival, peraltro, il gruppo si scioglie. Anche Ranaldo, impegnato solo in parte con Branca, ha appena perso l'altro gruppo con cui si esibiva, i Plus Instruments, e su suggerimento di Kim Gordon inizia a suonare con Thurston Moore. Una settimana dopo il festival Moore, Ranaldo e la Gordon sono al White Columns a provare i nuovi brani: fra i primi in assoluto The burning spear, suono di un trapano filtrato tramite un effetto wah wah per la chitarra. Il trio decide di mantenere il nome già coniato da Moore e quando, nel settembre '81, vengono invitati a suonare in un altro festival noise cittadino, i Sonic Youth completano l'organico con Edson. Glenn Branca resta talmente entusiasta dell'esibizione dei Sonic Youth da arruolarli come primo gruppo della sua neonata etichetta, la Neutral Records. E' il dicembre '81. In due giorni, per un costo complessivo di duemila dollari, i Sonic Youth registrano 5 canzoni al Radio City Studio, una sorta di studio-palestra nel cuore di Manhattan. Nasce così l'EP Sonic Youth , che contiene in embrione la creatività destabilizzante che li caratterizzerà in seguito. The burning spear - omaggio al celebre cantante giamaicano - fissa alcuni punti fermi: la chitarra fuori tono di Moore percossa dalle bacchette della batteria, il basso semplice e ripetitivo ed il trapano di Ranaldo, che finisce per altro col perdersi in un missaggio troppo levigato. Il disco ottiene reazioni confortanti presso la critica, nonostante molti affermino che non rappresenti al meglio la forza devastante espressa dal gruppo durante gli spettacoli dal vivo. Il New York Times, il Los Angeles Times, Heavy metal e perfino l'inglese Sounds menzionano l'opera, accostandola al cosiddetto New York art rock, rappresentato da Branca. Subito dopo la realizzazione dell'ep, Edson viene sostituito dietro i tamburi da Bob Bert.

Nel novembre '82 i SY (insieme agli Swans di Michael Gira, con i quali condividono la sala prove) intraprendono un tour di due settimane, durante il quale hanno modo di constatare come l'hardcore sia ancora un genere pressoché sconosciuto fuori dalla ristretta cerchia degli hardcore kids. Il tour viene a tutt'oggi ricordato dai membri del gruppo come un incubo, vuoi per le scomode condizioni di viaggio, vuoi per una serie di incidenti e situazioni stravaganti incontrate lungo il percorso. In questo periodo Moore e Ranaldo introducono l'uso di accordature alternate delle chitarre, già saggiate con Branca, mentre sul palco tutto si svolge all'insegna della più bizzarra sperimentazione (cacciaviti al posto dei plettri, per esempio...). Sono anni in cui l'hardcore furoreggia tra gli appassionati e sfugge a una definizione, presentandosi con sfaccettature piuttosto eterogenee. Moore, in particolare, è attratto dal fenomeno ed entra in contatto con i maggiori esponenti del genere, tutti elementi diversi di un unico quadro: Minutemen, Black Flag e Dead Kennedys (californiani), Minor Threat (di Washington), Butthole surfers (di Austin) e, in seguito, la SST Records, la gloriosa etichetta di LA che riunirà molti gruppi di quest'area musicale. La sbornia hardcore influenza la nascita di Confusion is sex, il secondo album pubblicato dalla Neutral. L'idea iniziale è registrare un 45 giri con un registratore ad otto piste nella cantina di Wharton Tiers, l'ex batterista di Rhys Chatham. Le tre canzoni del singolo diventano però presto un ep e quindi un lp: La gestazione di Confusion is sex è laboriosa ed intralciata da diversi inconvenienti dovuti ad una disorganizzazione generale che finirà col caratterizzare il disco. Bob Bert viene allontanato dal gruppo e, sebbene protagonista nella stesura dei nuovi brani, compare solamente in I wanna be your dog, un pezzo di Iggy Pop registrato dal vivo nel novembre '82; al suo posto, Jim Sclavunous, che peraltro rimarrà in formazione solo per un breve periodo. Confusion is next è il primo vero contributo del gruppo al genere hardcore, pur rivelando, nelle assonanze e nei giochi di parole di testo, la provenienza più art dei membri del gruppo. Kim Gordon riveste un ruolo importante come cantante: sua è la inquietante voce di Shaking hell e Making the nature scene, due tra gli episodi più riusciti di un lavoro non ancora del tutto convincente ma che contribuisce a cambiare sostanzialmente la percezione del pubblico verso un certo tipo di proposta sonora.

Ranaldo e Moore girano intanto l'Europa con l'orchestra di Branca per eseguire la Symphony n.4 del compositore. Grazie alla collaudata tecnica di cercare ingaggi in ogni posto visitato, i due allestiscono una sorta di piccolo tour europeo dei Sonic Youth. Kim Gordon ed un ripescato Bob Bert alla batteria raggiungono i compagni ed alla fine dell'83 i Sonic Youth percorrono l'Europa ottenendo successi stimolanti. Fra le tappe, Londra, per quella che Moore ricorda come una delle peggiori performances della carriera. Sono anni nelle quali la rete underground di numerose ed intraprendenti etichette indipendenti inizia a occupare posizioni chiave della scena rock americana. Le informazioni sulle novità in ambito hardcore circolano solo tramite una fitta produzione di fanzines che sopperiscono al totale disinteresse dei grandi mezzi di informazione nei confronti di tutto ciò che si configura come contro cultura. Nel 1983 anche Moore dà vita a una fanzine, KILLER, una pubblicazione estesa anche alla scena art core che ottiene apprezzamenti nell'ambiente e che continuerà a uscire regolarmente fino al 1985. Nel 1984 riproprorrà in allegato il mini album Sonic death, collage di brani dal vivo tratti dai concerti degli esordi e prima pubblicazione dell'etichetta indipendente di Moore, la Ecstatic Peace. Dopo una pesante ed isolata stroncatura apparsa sul Village Voice in una recensione di un loro concerto, Thurston intraprende una querelle epistolare con l'influente critico musicale di quel giornale, Robert Christgau, finendo perfino con il menzionarlo in una canzone, Kill yr idols (provocatoriamente reintitolata I killed Christgau with my big fucking dick come lato B del singolo Making the nature scene , allegato alla rivista Exposure) Nel 1983 una piccola etichetta tedesca, la Zensor, decide di ristampare in Europa i primi due LP dei Sonic Youth e aggiunge un nuovo EP intitolato Kill yr. idols , composto in parte da canzoni tratte da Confusion is sex e in parte da nuovi brani registrati dal vivo nello studio di Wharton Tiers.

Nel 1984 Moore compare come autore e bassista in In Limbo, dell'amica newyorchese Lydia Lunch. E' proprio lei a far conoscere i Sonic Youth a Paul Smith, attento musicista inglese a capo dell'etichetta Blast First, distribuita dalla più nota Rough Trade. E' un anno importante anche per i contatti che Moore instaura tramite Killer, sebbene l'attività discografica si limiti alla pubblicazione del singolo Death valley '69 (scritto in collaborazione con la Lunch) per la minuscola etichetta californiana Homestead records. Il disco segna l'esordio della band nella magmatica scena di Los Angeles. Dopo qualche show in compagnia dei Minuteman e dei tedeschi Einsturzende neubauten, i Sonic Youth si esibiscono al "Jila Monster Jamboree" , un festival organizzato nel deserto a cui, in una cornice psichedelica, partecipano alcune delle realtà più significative del panorama underground: Meat puppets, Redd kross e gli Psi-Com di Perry Farrell (futuro leader dei Jane's addiction). I Redd Kross vengono in particolare molto apprezzati da Moore, impressionato dalla loro capacità di sintetizzare una dissacrazione a 360° dei musicisti pop del cosiddetto mainstream.

Tra il settembre e l'ottobre '84 i Sonic Youth incidono con meno di 7.000 dollari il nuovo album Bad moon rising presso un piccolo studio di Brooklyn, il Before Christ. E' un periodo di immersione nella cultura californiana e non solo, nel mondo magico e tragico dei '60s e dei primi '70s. La sanguinaria e folle vicenda di Charles Manson (ideale punto d'avvio dell'intera vicenda punk, nella ricerca a ritroso dei Sonic Youth) fa da sfondo a Death valley '69 ma anche gli Stooges di Iggy Pop, i Creadence Clearwater revival di John C. Fogerty (citati nel titolo) e tutta la musica dell'epoca svolgono un ruolo rilevante nell'umore complessivo di Bad moon rising. L'ossessione per Manson - rivelata dall'impressionante orgia sonora di Death valley '69 e dal suo truculento video-clip, condiretto da Richard Kern - viene inizialmente travisata. I Sonic Youth si sforzano di spiegare che ciò che può effettivamente sembrare un'infatuazione gotica o un gusto nichilista per il macabro, è in realtà frutto di un faticoso percorso a ritroso negli incubi nascosti della cultura americana; ma non tutti ne paiono convinti. Musicalmente, l'album si muove in direzioni decisamente nuove, abbandonando le atmosfere più sguaiatamente hardcore a favore di un suono più fluttuante ed informe. Si potrebbe affermare che le 7 tracce  incatenate tra loro di Bad moon rising, con quel forte legame alla tradizione rock americana, diano vita ad un LP che segna una svolta fondamentale per tutta la scena indipendente. Sull'onda delle ottime recensioni apparse sulla stampa locale viene organizzato anche un mini tour in Inghilterra, nel corso del quale il gruppo lascia un segno indelebile nelle menti dei pochi che assistono alle loro travolgenti performances. In Inghilterra viene pubblicato un EP contenente Death valley '69, più altri tre brani già editi precedentemente e una nuova canzone maledetta, Satan is boring, una outtake di Bad moon rising ispirata al sanguinoso ed angosciante caso di Ricky Kasso jr, un adolescente che dopo aver torturato e massacrato un coetaneo si era suicidato in prigione. Alla fine del tour inglese, Bob Bert abbandona definitivamente il gruppo.

Durante il giro di concerti oltreoceano, Thurston e Kim avevano subaffittato il loro appartamento a Steve Shelley (23 giugno 1963, Midland, Michigan), un giovane batterista con qualche esperienza alle spalle, che così finisce per trovarsi nel posto giusto al momento giusto. DI ritorno a New York, infatti, Thuston, Kim e Lee lo ingaggiano come quarto membro dei Sonic Youth. Nel 1985, il nuovo organico torna in Europa per una serie di date che culminano con la partecipazione ad un festival olandese in compagnia di Einsturzende Neubauten, Nick Cave & the bad seeds, Alex Chilton, Echo & the bunnymen e Crime & the city solution. Dopo il nuovo singolo Flower/Halloween - rifiutato dalla Rough Trade per la copertina equivoca e osé e poi distribuito in Europa dalla Cartel - i SY si mettono seriamente alla ricerca di un'etichetta che possa dar loro maggiori garanzie anche in America. Nel panorama discografico indipendente dell'epoca la californiana SST è una delle etichette di punta, con un catalogo che vanta dischi di discreto successo come Double Nickels on the Dime dei Minutemen e Zen Arcade degli Husker du, e gruppi come i Black flag di Henry Rollins, i Meat puppets e i Saccharine Trust, fra i più stimati dai SY. E' quindi naturale il passaggio dalla Homestead alla SST, evento immediatamente festeggiato dall'uscita del bootleg live, Walls have ears (autorizzato personalmente dai Sonic Youth), per una terza etichetta indipendente, la Not Records.

Evol (cioè love, amore, scritto al contrario e pronunciato come evil, "male") può essere considerato l'album della svolta verso il pop, all'epoca dominato dalle affermazioni mondiali di personaggi controversi come Madonna, proveniente dalla stessa New York e immagine assoluta del mainstream. La scelta può apparire come un tradimento dell'hardcore a vantaggio di una scelta più commerciale. Il  disco - al quale contribuiscono anche Lydia Lunch e Mike Watt - è in realtà contenutisticamente pop ma gronda sonorità non facilmente digeribili da un mercato ingolfato da yuppies, dal consumismo sfrenato e dalla beatificazione dell'ignoranza. L'opera è un intricato cocktail di chitarre sfrigolanti prossime alla cacofonia (In the Kingdon #19), una sinfonia di distorsioni circolari ed ipnotiche (Madonna, Sean and me non termina finchè non si solleva la puntina dal solco), dove trova posto il sussurro assassino di Kim Gordon (Shadow of a doubt) e dove domina l'instabilità di una low-fi performance (quasi tutti i brani sono in presa diretta). Terminate le registrazioni dell'album, I Sonic Youth proseguono la proficua collaborazione con Mike Watt incidendo con lui Bubblegum (una cover di un brano di Kim Fowley degli anni '70) e una versione dell'hit del momento di Madonna, Into the groove. La cantante è diventata ormai una vera ossessione ed ispira lo scherzo dei Ciccone Youth, dietro ai quali si nascondono i Sonic Youth e Watt. L'improbabile team partorisce un intero EP dedicato alla sensuale rockstar, contenente il brano ribattezzato Into the groovey, più una cover di Burnin' up e una specie di hip hop intitolato Tuff tiny rap. A sorpresa il singolo diventa un successo nel Regno Unito, contribuendo non poco a creare un certo disorientamento tra gli appassionati storici e al contempo una popolarità maggiore per il gruppo.

Il tour americano che segue la pubblicazione di Evol porta qualche soddisfazione ed impegna il gruppo per il resto del 1986 in compagnia di Dinosaur jr e Firehose, il nuovo gruppo di Mike Watt. La band viene addirittura ingaggiata per la colonna sonora di una sorta di road movie, intitolato Made in USA e diretto da Ken Friedman (l'album omonimo sarà pubblicato su CD dalla Rhino soltanto nel 1995). Da segnalare una collaborazione con Mike Kelley per le musiche di una pièce teatrale da lui scritta e rappresentata all'Artist Space di New York, dicembre '86. I buoni risultati della collaborazione con la SST (maggior numero di concerti, incremento delle vendite) spronano i Sonic Youth ad impegnarsi più intensamente nella preparazione dell'album successivo. Sister sarà frutto del fascino esercitato su Moore, Gordon, Ranaldo e Shelley dalla letteratura cyberpunk e in particolare dalla riscoperta dell'opera dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick (autore dell'incredibile Uhik, 1969). Questo accostamento tra pulp science fiction e rock acido anni '60, punk dissacrante e puro pop d'avanguardia solca una linea di demarcazione nella carriera del gruppo. Difficile non scovare nei testi di alcuni brani di Sister (Schizophrenia e Stereo sanctity) reminiscenze della letteratura trash fantascientifica, vere e proprie citazioni (l'esplorazione di realtà "doppie" alla ricerca di se stessi) e vicende della vita di Dick (morto nel 1982); l'opera di questo scrittore aleggia in tutto l'album, anche per le atmosfere sonore ironicamente intossicate e vagamente opache. Grande attenzione viene riservata alla produzione, con la scelta del Sear Studio di Manhattan, reputato il migliore nel campo della tecnologia analogica low-fi. Proprio in questo periodo Lee e Thurston si interessano a fondi di apparecchiature ormai desuete e strumenti tradizionali, ritenuti adatti a sprigionare un suono più caldo ed avvolgente della imperante e gelida tecnica digitale. C'è chi sostiene che la musica di questo LP ben si presti alla definizione ante litteram di grunge. In Sister i Sonic Youth si sforzano infatti per la prima volta di confezionare delle canzoni prettamente pop all'interno di un peculiare schema sonoro ormai rodato su canoni avanguardistici. Sister presenta anche altre novità. Risalta per esempio le tendenza alla scrittura separata delle singole canzoni, poi cantate dallo stesso autore (non così per Beauty lies in the eye, canzone d'amore permeata di violenza scritta da Thurston ma cantata da Kim). E sono da segnalare poi il primo duetto tra Kim e Thurston (Kotton Krown) e il ritorno al canto di Ranaldo (Pipeline/Kill time).

Al termine delle sedute nasce in studio una sorta di improvvisazione liberatoria e sperimentale che finirà sul lato A di un EP intitolato Master-Dik e uscirà quasi contemporaneamente al disco nuovo. Sebbene non promosso nel circuito delle radio commerciali alternative, Sister ha un discreto successo nelle college radios e finisce per diventare l'album capace di mutare la percezione del pubblico nei confronti dei Sonic Youth: con 60.000 copie vendute entro il 1988, il disco segna una svolta per il mercato indie, che dovrà peraltro attendere ancora prima di conquistare il mainstream. Paradossalmente, il successo allontana il gruppo dalla SST, la cui gestione viene vissuta come una restrizione nei confronti delle ambizioni della band e la cui organizzazione precaria è perennemente condizionata da problemi economici. Prima di passare a un contratto di distribuzione con la Enigma (non proprio una major ma quasi), nel 1987 Lee Ranaldo pubblica per la SST l'album solista From here-Infinity, orgia di flussi perenni di feedback e di distorsioni ottenute sovrapponendo chitarre urlanti a nastri montati in loop ed altre farneticazioni del genere. Nel marzo 1988 la band registra con Mike Watt un intero album come Ciccone Youth che, in omaggio all'eclettico "disco bianco" dei Beatles, va ad intitolarsi The whitey alkbum, fortemente influenzato dal fenomeno alternativo più in voga, l'hip hop. Il disco - che recupera Into the groovey e propone una bizarra verione di Addicted to love di Robert Plamer cantata da Kim con la base di un karaoke - sarà definito dalla Gordon come un lavoro "pop decostruttivista" e uscirà soltanto verso la fine dell'anno per non distrarre il pubblico dal capolavoro Daydream nation, il nuovo ambizioso doppio LP pubblicato dalla Enigma alla fine dell'estate 1988.

Registrato ai Green Studios di Seattle, Daydream Nation è considerato da alcuni l'opera più libera e creativa della band: fra i brani spiccano Teenage riot (sorta di inno/tributo all'America alternativa di quegli anni), Silver rocket (che riassume molti degli stilemi dei Sonic Youth in una sola canzone), Providence (lontanamente omologabile alla Revolution N.9 dei Beatles). Presenza cruciale del disco è la Gordon, che canta i brani più radicali ('Cross the breeze, The Sprawl) e contribuisce a delineare i caratteri di quel personaggio femminile di rottura ancora inedito nel panorama rock. Ranaldo, invece, diversamente dal suo disco solista, emerge come l'autore più accessibile (Eric's trip, Hey Joni, Rain King). L'atmosfera rilassata che predomina durante la lavorazione dell'album permette al gruppo di creare e registrare senza pressioni eccessive e giova indubbiamente al risultato finale. La prima stampa di Daydream Nation vende la bellezza di 100.000 copie, una cifra ormai in contraddizione con lo status di gruppo-guida della scena indipendente. Il passaggio ad una major è imminente ed inevitabile per una band che ha ottenuto il massimo nel circuito indie. E anche i tempi sembrano maturi per tale mutamento : mentre a Washington e Seattle la scena indie cresce a ritmi rapidissimi, le multinazionali iniziano ad affiancare alla tradizionale struttura di A&R giovani direttori artistici in sintonia con le sempre più influenti college radios.

Tra il 1988 ed il 1989 i singoli membri del gruppo appaiono in qualità di ospiti nei lavorii di altri artisti. La Gordon suona nel gruppo femminile delle Harry Crews, con le quali pubblica un trascurabile LP dal vivo, Naked in the garden hills. Thuston Moore collabora nuovamente con Lydia Lunch in Honeymoon in red, partecipa alla compilation The end of the music (as we know it) con il brano European song e appare con Kim nell'album di Jad Fair and Kramer Roll out the barrel. Il gruppo al completo partecipa inoltre con Epic soundtrack al programma radiofonico di John Peel alla BBC (documentato dal bootleg ufficiale 4 tunna brix, 1991), collabora all'album solista dell'ex batterista dei Velvet Unferground, Moe Tucker, Like in exile after abdication, incide una versione di Computer Age per il disco tributo a Neil Young, The Bridge, pubblica un 45 giri insieme ad i Mudhoney di Seattle (nel quale un gruppo canta una canzone dell'altro) e appare in altre compilazioni per scopi di beneficenza. Da ricordare anche una perforante apparizione in pieno spirito punk sui teleschermi d'America nel programma notturno della NBC "Night music", durante il quale vengono esibiti dal vivo Silver rocket ed I wanna be your dog. Il passaggio dei Sonic Youth all'etichetta Geffen dedicata alla scena alternativa - la DGC - è un evento chiave della storia del rock di quegli anni. La firma sul contratto di una multinazionale viene vissuta come un momento di estrema importanza del gruppo, che si trova improvvisamente ad affrontare tutto quello che aveva fermamente detestato, deriso, guardato con sospetto e diffidenza (ma forse, tutto sommato, anche desiderato). La vicenda assume i contorni della sfida: prima di loro gruppi gloriosi della scena underground come Husker du, Replacement e Rem avevano affrontato il grande passo con risultati contraddittori. I Sonic Youth decidono di fare tesoro delle precedenti esperienze e decidono solo dopo un'attenta selezione, accettando un contratto che assicura loro il totale controllo creativo. La svolta discografica porta ad un totale cambiamento nella conduzione della carriera. I Sonic Youth si affidano ad un vero management (Goldberg's Gold Productions), in grado di sostituire i consigli sino ad allora preziosissimi di Paul Smith. Gary Gersh - all'epoca membro esecutivo della Geffen - svolge un ruolo rilevante nell'operazione e rivela un fiuto eccellente, confermato di lì a poco quando, dietro suggerimento di Moore, metterà sotto contratto un giovane gruppo dell'area di Seattle, i Nirvana.

Nel frattempo Moore ribadisce chiaramente la sua intenzione di non abbandonare l'underground ed entra in qualità di bassista e chitarrista in un estemporaneo gruppo composto da Don Fleming (ex B.A.L.L.), Jay Sopiegel, Malcom Riviera (poi nei Gumball), J Mascis (Dinosaur jr) e Julia Cafritz (ex Pussy Galore). La band è orientata al puro divertimento, si fa chiamare Velvet monkeys e pubblica per la Rough Trade, Rake, opera distante dai canoni di commerciabilità richiesti dalle majors. Le nuove condizioni discografiche comprendono vantaggi economici significativi per la registrazione del nuovo album. Paradossalmente, però, ciò che avrebbe dovuto facilitare lo svolgimento del lavoro finisce invece per intralciarlo: la disponibilità di un megastudio a 48 piste (il Sourcer Studio) rende il processo creativo di Goo alquanto laborioso ed artefatto. I Sonic Youth cominciano con un demotape, con il quale la Geffen abbandona ogni speranza di avere un prodotto anche solo vagamente commerciale (il nastro verrà provocatoriamente pubblicato in concomitanza con l'album ufficiale sotto forma di official bootleg dal titolo Goo demos). Poi, con il consenso della casa discografica, il gruppo sceglie di essere affiancato in studio dal produttore Ron Saint German, ex percussionista jazz produttore di Ornette Coleman, specializzato nella realizzazione di singoli di grande successo radiofonico. E' anche per il suo lavoro che Goo risulta per gli appassionati poco incisivo e distante, come "ripulito" e comunque molto, troppo lontano dalle sanguigne produzioni indipendenti, nonostante il consueto utilizzo di apparecchiature e strumentazioni rigorosamente analogiche. Accanto ad episodi decisamente poco entusiasmanti (My friend Goo, Mildred pierce, Scooter+Jinx) ci sono però anche cose riuscite. A distanza di tempo si ascoltano ancora con vivo interesse l'arpeggio acido di Moore e l'esplosione selvaggiamente controllata di Dirty boots (una delle canzoni più compiute di tutto il repertorio), l'amaro tributo della Gordon alla morte per  anoressia della cantante dei Carpenters, Tunic (Song for Karen), le frenesie chitarristiche di Lee e Thurston in Mary-Christ; e ancora Kool thing, un crossover tra rock e rap in cui appare una breve improvvisazione di Chuck D dei Public Enemy, e Mote, cantata con convinzione da Ranaldo, che lascia intravedere reminiscenze del suo amore per la psichedelia californiana (il finale è un magma di feedback che pare non finire mai).

Goo ha comunque il merito di portare i Sonic Youth sotto gli occhi di tutti: fans e stampa specializzata ne sono, tutto sommato, soddisfatti ed i concerti che seguono ottengono una risposta dal pubblico che finisce col renderli prepotentemente "visibili" ai media. Una delle caratteristiche del tour è che in ogni città visitata vengono scelte piccole formazioni locali come gruppo spalla: un ideale tributo alla scena indipendente. Durante alcune date californiane, la prima parte dello show viene affidata ai promettenti Nirvana dell'ancora sconosciuto Kurt Cobain. Per i Sonic Youth il primo vero grande incontro con lo star-system avviene all'inizio del 1991, quando una ritrovata vecchia gloria del rock come Neil Young li sceglie come opening-act (in compagnia dei Social distorsion) in alcune date di quella che verrà ricordata come una delle tournèe più devastanti ed infuocate degli anni '90, quella di Weld. Per i Sonic Youth - che avevano già riconosciuto al "vecchio" un ruolo chiave nella determinazione del proprio DNA artistico, partecipando al disco tributo The Bridge - è la prima occasione di esibirsi di fronte a grandi platee di 15.000/20.000 spettatori; è altrettanto vero che l'ignaro pubblico accorso per il canadese sopporta a stento le evoluzioni sonore di Moore e soci. Alla fine la vicenda gioverà più all'immagine di uno Young sempre attento alle nuove tendenze che non alla popolarità dei Sonic Youth e condurrà ad episodi paradossali l'anno seguente: durante un breve tour acustico il cantautore dovrà fare i conti con platee affamate dei suoi assalti sonici, mentre in autunno i Sonic Youth si presenteranno in formazione acustica al "Bridge benefit" organizzato da Young! L'esperienza finirà comunque per avere un'influenza notevole sulle scelte del canadese, il quale - dietro suggerimento di Moore e Ranaldo - pubblicherà a sorpresa un mini CD di puro feedback (Arc), registrato proprio durante quel tour e reso più cupo dalla plumbea atmosfera derivante dalla concomitante esplosione della Guerra del Golfo.

Nell'estate del '91 i Sonic Youth sono in tour in Europa in compagnia dei Dinosaur Jr, Ramones, Babes in toyland, Gumball e Nirvana. La vita on the road viene immortalata dal cineasta undergroun Dave Markey in una pellicola ironicamente intitolata 1991:The year punk rock broke, a tutt'oggi documento insuperato di quell'irripetibile momento storico, con i SY a recitare la parte degli inconsapevoli padrini di un'intera generazione di musicisti rock. Da qualche mese il mercato della musica sta mandando segnali importanti. In USA nessuno - a parte i Greatful Dead che proseguono imperterriti a riscuotere consensi incredibili - riempie gli stadi. Il tour dei Guns'n'roses, che precede l'uscita di Use your illusion, è un mezzo disastro. Da Chicago arriva lo stupefacente Gish degli Smashing pumpkins, che venderà ben 750.000 copie. I Rem diffondono milioni di copie del loro Out of time. Gli anni '80 sono sepolti, il rock torna in vetta alle classifiche. Da Seattle i Pearl jam pubblicano il loro primo album, Ten, mentre anche i Soundgarden e gli Alice in chains stanno per toccare significativi risultati commerciali.

Il 24 1991, infine, la DGC/Geffen pubblica Nevermind, e nulla, nel mondo del rock business, sarà più come prima. Non è un caso che sia proprio il produttore di quel successo planetario, Butch Vig, ad essere scelto per dirigere i lavori di Dirty o, meglio, per creare l'atmosfera idonea affinché i Sonic Youth possano liberamente imprimere al meglio sul nastro il seguito del travagliato Goo. Il budget messo a disposizione dalla Geffen è lo stesso del disco precedente (150.000 dollari) e Vig fa un lavoro che lascia tutti soddisfatti: il suono di Dirty è pieno, caldo, avvolgente e solo ascoltando il fluire di una canzone come Theresa's sound-world si può largamente intuire come tutto abbia funzionato a dovere. L'intero album è in continuo e delicato equilibrio tra brani tentati da un pop rumoristico e sghembo (Shoot e Sugar kane di Moore, Wish fulfillment di Ranaldo) ed episodi che dal pop prendono drasticamente le distanze (Drunken buttefly, Ornage rolls angel's spit, Crème brulèe ed il breve ritorno all'hardcore di Nic fit). Youth against fascism (in cui compare alla chitarra "disturbata" Ian MacKaye dei Fugazi) è il brano che più di tutti mostra inequivocabilmente il credo politico del gruppo e la sua forza trascinante finisce con l'influenzare l'intera atmosfera tematica dell'album, definito dalla stessa band come un "disco politico", grazie a canzoni come Chapel Hill, nella quale si mette alla berlina un noto senatore repubblicano.

Kim Gordon emerge ancor più nitidamente come immagine forte del gruppo: non più solo bassista, diventa lentamente la front woman, imponendosi sempre con maggiore personalità come cantante. Alla soglia dei 40 anni, la ragazza di Los Angeles diventa madre spirituale di quello pseudo movimento antisessista che viene ribattezzato riot grrrls (le "cattive ragazze" delle quali i media generalisti italiani si occuperanno, con il solito tempismo, 4 anni dopo). Mentre Dirty lentamente viaggia verso le 300.000 copie i Sonic Youth cominciano a prendere le distanze dal punk ormai sempre più professionale, diversificando l'attività individuale in diverse direzioni. Steve Shelley fonda un gruppo parallelo, Mosquito, con il quale pubblica due LP, Time was e UFO Catcher. Kim coproduce l'album di esordio delle Hole, Pretty on the inside, poi torna ad esibirsi con le Free Kitten (con Julia Kafritz e Mark Ibdol dei Pavement), con le quali realizzerà un discreto numero di 45 giri ed LP. Lee si dedica alla produzione di gruppi nuovi (Babes in toyland, You Am I, Deity Guns). Thurston si impegna in un progetto "da fine settimana" con i Dim Stars (che realizzeranno due singoli, un album e qualche interessante performance) insieme al leggendario "alternativo da bassofondo" Richard Hell, Steve Shelley e Don Fleming. Nell'estate del 1993 i Sonic Youth partecipano infine a diversi festival europei, in compagnia di Neil Young, Metallica, Lenny Kravitz e Faith no more, con platee che a volte superano le 50.000 presenze. In quegli show vengono presentate nuove canzoni, che lasciano presagire interessanti cambiamenti.

In mezzo ad una miriade di impegni trasversali i Sonic Youth si ritrovano nell'ottobre del '93 ai Sear Sound Studios, un tempo chiamati Hit Factory; il produttore è ancora Butch Vig, che nel frattempo è stato dietro ai pulsanti di un altro disco di enorme successo Siamese dream degli Smashing pumpkins. In quei microfoni ha cantato John Lennon, in quelle sale ha inciso Sun Ra con la sua Arkestra e tutto questo esercita un peso nella visione sonora dei Sonic Youth. L'album che ne deriva Experimenrtal jet set trash and no star, se paragonato agli esordi del gruppo, sembra provenire da una formazione decisamente diversa e, pur nel segno di una continuità con i suoi immediati predecessori, mostra un poco velato desiderio di cambiare audacemente le carte in tavola. Molte canzoni nascono da una presunta spontaneità, l'approccio è scarsamente mediatico e l'intenzione pare essere la ricerca di una sonorità più intima: molti testi sono ambientati in culture consumistiche dell'età spaziale (pare che durante le registrazioni siano state proiettate ininterrottamente su uno schermo le immagini di Ridley Scott, Blade Runner). Come già annunciato durante il tour estivo del '93 in Europa, la tendenza è quella di voler stupire, presentandosi come un gruppo nuovo, con una manciata di canzoni dal carattere leggermente più introspettivo. I quattro musicisti, escluso Shelley, viaggiano ormai sul confine dei 40 e certamente non è semplice per loro interagire con un mondo dove il "no future" era una fede e dove, secondo l'etica punk più ortodossa, un gruppo doveva sopravvivere poche stagioni e altrettanti album. I Sonic Youth vengono citati dalla maggior parte degli artisti che occupano le copertine dei giornali e gli schermi di MTV ma tra i grandi media la loro attività musicale continua ad essere pressoché ignorata. E' questo, dunque, l'avvio di un periodo transitorio forse non ancora concluso, nel quale la gioventù sonica - in realtà non più tanto giovane - deve in qualche modo trovare impulsi e stimoli nuovi, evolutivi.

L'uscita di Experimental jet set trash and no star, sancisce una temporanea sospensione dell'attività dei Sonic Youth, in concomitanza con la gravidanza di Kim Gordon, mentre la drammatica vicenda Cobain non viene in alcun modo commentata. Nel '94 Ranaldo gira il mondo con la moglie Leah Singer, cineasta underground che si muove con telecamere Super 8 proponendo una performance audiovisiva basata sull'interazione tra feedback, immagini e poesia. Moore lavora al suo primo album solista, Psychic Hearts, che uscirà all'inizio dell'estate '95. Per la prima voltai Sonic Youth sono costretti a sospendere l'attività concertistica per un periodo di tempo molto lungo. Il tour europeo del '93 aveva evidenziato tensioni che avevano interferito con la forza delle stagioni precedenti. L'arrivo di Washing machine (fine estate '95) è invece un segno positivo, sebbene transitorio, rispetto al periodo in cui Dirty aveva saputo mostrare una coscienza perfetta dei propri tempi. Le 10 nuove canzoni lanciano un messaggio piuttosto chiaro, ribadito dal tour concluso l'anno seguente: dopo aver contribuito a creare una scena, un'atmosfera, una sensibilità che hanno perforato la coscienza di massa, i Sonic Youth confezionano un sound compatto, un marchio di fabbrica inconfondibile, che mostra però qualche limite. Sul palco tuttavia Moore e Ranaldo sanno ancora intrecciare le loro "asce" a sei corde in percorsi ricchi di immagine, ma la band opta per una compattezza concisa ed un sound straordinario, sorta di sci-fi/low-fi, cantabile quanto basta e misuratamente trasversale.

Dopo 3 anni d'assenza dal mercato discografico, sebbene i singoli membri siano rimasti vivi in esso grazie ad operazioni soliste e collaborazioni varie, i Sonic Youth tornano alla ribalta mondiale con un nuovo e per certi versi strepitoso album, dato in pasto al mondo alle soglie dell'estate del '98. A thousand leaves lascia l'ascoltatore con la sensazione di aver appena ascoltato qualcosa di prezioso, incompiuto, raro. In esso si evidenzia il chiaro interesse di Moore e Ranaldo per la continua evoluzione del rock sotterraneo. Più di un passaggio richiama infatti alla mente gruppi come Tortoise e June of '44, progenitori del movimento post-rock, ma a differenza di questi per i  Sonic Youth l'impasto decostruito non è affatto una novità;  aver la possibilità di tornare a sperimentare su sonorità e strutture compositive vuol dire per i Sonic Youth tornare a casa ed i risultati sono rilevanti. Sebbene a livello di vendita il disco non sia un successo, il lungo tour mondiale è chiaro segnale di come il pubblico sonico sparso qui e lì nel globo, sia lungi dall'essere appagato di sonorità soniche ed ovviamente dei loro migliori rappresentanti. I Sonic Youth.

 
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